altTutto congiura a tacere di questa buona novella.

In coda per gli ultimi acquisti sento questa frase che mi ha molto colpito: «Meno male che il Natale arriva una volta soltanto!». Presi dall’affanno dei regali e delle spese per il pranzo, molte facce in mezzo alla folla comunicano lo stesso messaggio. Il Natale arriva in mezzo alla gente come corsa al consumo nella speranza di acquistare il prodotto giusto per l’amico o il conoscente. Non c’è quasi più il tempo per fermarsi a riflettere sulla straordinaria novità che entra nel mondo oggi, per me e per tutti gli uomini, nessuno escluso.

Perfino laddove si dovrebbe parlare di Lui, il Salvatore del mondo, si cerca in ogni modo di ridurLo ad una misura umana, di eliminare il Mistero per sostituirLo con leggende o con valori.

Lontana da Cristo, una volta eliminato il presepe o il crocifisso in nome di una finta tolleranza o accoglienza delle altre culture, la cultura contemporanea è convinta di essersi affrancata dalla superstizione e da una vetusta tradizione che oggi non avrebbe più nulla da dire. L’uomo, in realtà, così non progredisce, ma ritorna all’epoca politeista, all’idolatria di dei che hanno soltanto modificato il nome, ma non la sostanza.

La vera ragione della nostra speranza

Occorre ritornare alla semplicità dei bambini che, di fronte alla domanda su cosa sia il Natale, con grande spontaneità rispondono: la nascita di Gesù. Come tutto congiura a tacere della nascita di Gesù, così tutto vuole tacere della novità che ha investito il mondo con il suo avvento e che ha investito tutti gli ambiti della vita, quello materiale e quello spirituale, il campo economico, quello culturale e quello più prettamente artistico. La stessa concezione di sé che aveva l’uomo è mutata. Oggi giorno, è venuta meno la consapevolezza che la radice profonda dei valori, della ricchezza, dello splendore della nostra civiltà risiede nel cristianesimo, ovvero in Cristo, manca il sentimento di gratitudine per Colui che è il vero protagonista della storia. In Cristo la verità si è mostrata apertamente e si è rivelata come carità, «carità nella verità», come recita l’enciclica di Benedetto XVI. Questo evento ha spezzato in due la storia. Cristo ha fatto «nuove tutte le cose». Da allora niente è più lo stesso.

Come ha scritto Papa Francesco: «La ragione della nostra speranza è questa: Dio è con noi. Ma c’è qualcosa di ancora più sorprendente. La presenza di Dio in mezzo all’umanità non si è attuata in un mondo ideale, idilliaco, ma in questo mondo reale. Egli ha scelto di abitare la nostra storia così com’è, con tutto il peso dei suoi limiti e dei suoi drammi, per risollevarci dalla polvere delle nostre miserie, delle nostre difficoltà» (Papa Francesco, Udienza generale, 18 dicembre 2013).

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