In questo XXI secolo in cui sembrano tramontate tutte le certezze e tutte le ideologie politiche, si può dire che sia finita l’epoca delle ideologie? L’animo umano è fatto per l’infinito e per l’appartenenza, non per l’individualismo e per la solitudine. Per questo motivo, il «deserto» del mondo d’oggi, deprivato di un senso e di un Creatore, sempre più è invaso da ideologie che hanno la presunzione di costruire la nuova città, di creare l’oasi, di fondare il mondo nuovo sulle ceneri del vecchio, che avrebbe palesato tutta la propria insufficienza. Che si chiamino scientismo, relativismo, progressismo o ecologismo le nuove ideologie mostrano sempre la medesima presunzione che l’uomo possa prendere il posto non più occupato da Dio e finalmente, lontano da ancestrali fantasie religiose e superstiziose, realizzare il mondo giusto, equo, fondato sul diritto e su una morale al passo con i tempi. Su quali fondamenti sarebbe possibile finalmente liberare l’uomo dalle catene della barbarie e dell’ignoranza? Su quali presupposti l’uomo si erge a nuovo Messia e si fa portatore di un verbo di rigenerazione universale?

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