altPrima vera scuola della letteratura italiana è il Dolce Stil Novo, perché ha un maestro riconosciuto (Guido Guinizzelli che Dante incontrerà nel girone dei lussuriosi nel Purgatorio) e un manifesto (la canzone dello stesso Guinizzelli Al cor gentil rempaira sempre amore). Città d’avanguardia in cui nascono diversi movimenti e correnti artistico-letterarie (come non ricordare Franco Bolognese che innovò la tecnica della miniatura e che viene esaltato da Oderisi da Gubbio nella seconda cantica), Bologna dà i natali anche a Guido Guinizzelli, appartenente alla generazione precedente a quella di tutti gli stilnovisti.

I compagni della scuola furono in realtà pressoché coetanei,  toscani e amici tra loro, come ben attesta il sonetto Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io. Nella poesia l’Alighieri desidera ardentemente fare un viaggio con i suoi amici Guido Cavalcanti e Lapo Gianni sul vascello incantato del Mago Merlino. Amicizia è vivere «sempre in un talento», in pieno accordo, mossi dallo stesso desiderio. Anche Cicerone scrive nel Laelius de amicitia che amicizia è idem velle, idem nolle, ovvero «volere le stesse cose, non volere le stesse cose». Dante desidera che siano presenti sulla nave anche le rispettive donne amate: Monna Vanna (Giovanna) cantata dal Cavalcanti, Monna Lagia, donna di Lapo Gianni, e quella che è sul numero delle trenta, forse la Beatrice di Dante o, per alcuni studiosi, una delle donne schermo della Vita nova. Si allude in quest’ultimo caso all’elenco delle donne più belle di Firenze, nel quale Beatrice compariva al numero nove (numero dal valore sacrale-religioso); quindi, colei che è sul numero delle trenta potrebbe essere la donna che compare tra le prime trenta donne più belle oppure la trentesima. La mia personale interpretazione propende per la prima ipotesi. I tre amici in compagnia delle donne amate potrebbero«ragionar sempre d’amore».

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