Un ultimo consiglio a tutti quegli studenti per i quali è ormai giunto il momento di sostenere gli Esami di Stato. Non arrivate stanchi, angosciati e stressati al primo giorno degli Esami. Non studiate fino a tardi il giorno prima, dedicate uno spazio alla concentrazione e al riposo. Se avete studiato, quanto sapete riemergerà. Se avete studiato poco, converrà comunque essere freschi il giorno delle prove. Durante l’esame portate con voi cibi energetici, ma non pesanti da digerire.

Ecco allora alcuni semplici suggerimenti per la prima prova scritta. Sono magari ovvi, ma poco rispettati dagli studenti che sono presi dall’ansia di scrivere, non appena abbiano rotto l’indugio e scelto la traccia da svolgere. Un’ora sulle sei concesse deve essere, invece, dedicata alle fasi dell’inventio e della dispositio. Nel tempo ben utilizzato in queste due fasi si giocano la reale efficacia, l’originalità e la creatività dell’alunno scrittore. Il ragazzo non deve scrivere di getto, pensando alla totale spontaneità della stesura. L’elaborato è un risultato tecnico che deriva da un lavoro, da una riflessione, da una progettazione per la quale sono assegnate tante ore. Per la fase della scrittura dell’articolo, del saggio o del tema potrebbero bastare anche solo tre o quattro ore: ma occorre un’ora per impostare il lavoro, un’altra è indispensabile per la rilettura e la rifinitura. Spesso, si vedono ragazzi che, presi dal desiderio di riempire le pagine bianche, iniziano a scrivere e dopo tre o quattro ore hanno già terminato l’elaborato. A quel punto il tempo rimanente non servirà più a nulla, perché, quando il progetto è stato realizzato, le modifiche che gli si possono apportare sono di lieve entità.

Per questo ricordiamoci il valore delle prime due fasi propedeutiche alla stesura del testo. L’inventio insegna a recuperare gli esempi, le immagini, le storie, le prove più convincenti per sostenere una determinata tesi o per argomentare una questione posta. Scelta la traccia, lo studente scriverà sul foglio di brutta tutte le informazioni, le citazioni, gli esempi che gli potrebbero servire per rendere avvincente il testo.

Poi segue la fase della stesura dello schema, dagli antichi latini chiamata dispositio. Lo studente strutturerà il discorso in modo che sia persuasivo. Così, il tema o il saggio si comporrà di un esordio, di una narrazione, di un’argomentazione della tesi propria e della confutazione dell’altrui, infine di una conclusione o perorazione.

Solo dopo queste prime due fasi preliminari, lo studente deve accingersi a scrivere perseguendo le virtù dell’espressione, dalla correttezza (puritas) alla chiarezza espositiva (perspicuitas) alla bellezza del dettato (ornatus) attraverso l’uso delle figure retoriche, l’eleganza lessicale (elegantia), il ritmo e la fluidità del discorso adeguato (cursus). Terminata la fase della scrittura, lo studente dovrà dedicarsi al labor limae ovvero la rifinitura.

Lo studente deve tener presente che la valutazione della prova scritta avviene di solito a partire da alcuni parametri. Alcuni sono relativi ai contenuti: ricchezza degli stessi, rielaborazione, pertinenza. Altri riguardano, invece, la forma: correttezza ortografica e sintattica, fluidità espressiva e precisione lessicale.

Suggerisco, poi, ai ragazzi di tener conto di un fatto, di solito poco sottolineato: la correzione del tema avviene in forma collegiale, ciò significa che il tema viene letto ad alta voce. Consiglio, quindi, di curare la calligrafia, di scrivere frasi preferibilmente brevi e che tengano conto che è una scrittura predisposta alla declamazione più che alla lettura cerebrale e silenziosa.

Quando scrivete o rileggete l’elaborato, prestate una particolare attenzione agli errori più comuni che gli studenti commettono:

  • i monosillabi STO, STA, DO, FRA, TRA, FA, ME sono senza accento; i monosillabi LI, SI, LA, SI, SE, … portano o meno l’accento in relazione alla funzione che svolgono (ad esempio “se” come congiunzione, “sé” come pronome, ….; in pratica quando esistono due monosillabi omografi con significato diverso uno dei due porta un accento che lo distingue dall’altro);
  • i polisillabi tronchi sono accentati sull’ultima sillaba (ventitré, carità);
  • il complemento oggetto non può essere ripetuto (il libro l’ho letto FORMA ERRATA; ho letto il libro FORMA CORRETTA), così pure gli altri complementi  (di torta ne ho mangiata FORMA ERRATA; ho mangiato della torta FORMA CORRETTA);
  • non si va a capo con l’apostrofo, si pone l’apostrofo dopo l’articolo indeterminativo “un” seguito da un nome femminile;
  • dopo i verbi che indicano pensare, credere, dubbio, nelle interrogative indirette e nelle dubitative si usa il congiuntivo (ad esempio penso che sia…, non so se sia meglio, ….);
  • state attenti all’uso del gerundio (“leggendo il libro il protagonista appare” è una FORMA SBAGLIATA; “se si legge il libro il protagonista appare” è la FORMA CORRETTA);
  • usate correttamente la punteggiatura (non si separa il soggetto seguito dal verbo con la virgola, …);
  • usate periodi brevi e dividete il testo in paragrafi;
  • state attenti ai plurali in –cia e –gia, in –co e –go, …;
  • ricordatevi le regole sull’uso della maiuscola (nomi propri, dopo il punto fermo, …);
  • inserite correttamente le citazioni in modo tale che la frase sia corretta dal punto di vista sintattico;

Ricordatevi, invece, per la tipologia B (ARTICOLO O SAGGIO BREVE) queste brevi note.

Per il saggio:

  • scegliete un destinatario (rivista);
  • assegnate un titolo;
  • dividete in paragrafi e rubricateli;
  • dimostrate la vostra tesi;
  • utilizzate la maggior parte dei documenti forniti e le altre vostre conoscenze;
  • avvaletevi di un linguaggio più alto e specialistico rispetto all’articolo.

Per l’articolo:

  • scegliete un destinatario (quotidiano cartaceo o on line);
  • assegnate un titolo (ad effetto);
  • non rubricate i paragrafi;
  • scegliete la circostanza per la composizione dell’articolo (conferenza, pubblicazione di un libro, mostra, recensione, recente scoperta, …);
  • studiate il tipo di articolo (intervista, commento, reportage, …);
  • ricordatevi che l’articolo non è una relazione o un verbale;
  • usate un linguaggio giornalistico con un registro più basso rispetto al saggio
  • se avete una notizia bomba, state attenti a mostrarla all’inizio senza raccontarla del tutto.

CONSIGLI DI STILE

  • cercate la chiarezza nella comunicazione;
  • evitate le frasi retoriche, colloquiali, le definizioni del dizionario;
  • non esagerate con le frasi nominali;
  • evitate coppie di sostantivi o aggettivi inutili e quasi sinonimiche.

cercate la precisione, non siate generici.

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