Gabriele Rapagnetta, in arte D’Annunzio (1863-1938) dal cognome dello zio Antonio, è la figura che meglio rappresenta il clima culturale dell’Italia tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. È il personaggio più citato, che maggiormente compare sulle riviste, di cui si parla nel bene e nel male, per gli scandali, per le imprese (la beffa di Buccari, il volantinaggio su Vienna, Fiume), per gli arditi romanzi in cui racconta le proprie storie sentimentali, per le spese folli senza le quali non potrebbe condurre una vita quasi principesca, ma che gli provocano debiti tali che per alcuni anni deve lasciare l’Italia.

 

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