altDopo la conversione, A. Manzoni (1785-1873) dedica gli «Inni sacri» ai momenti principali della vita di Gesù. In «Natale» il poeta, dopo essersi soffermato sulla redenzione del peccato originale, esclama: «Ecco ci è nato un Pargolo,/ ci fu largito un Figlio:/ […] all’uom la mano Ei porge,/ che sì ravviva, e sorge/ oltre l’antico onor». Manzoni si commuove per un evento così grande, quello di un Dio che si è degnato di farsi povera carne: «E Tu degnasti assumere/ questa creata argilla?/ qual merto suo, qual grazia/ a tanto onor sortilla/ se in suo consiglio ascoso/ vince il perdon, pietoso/ immensamente Egli è». Il Figlio di Dio si è rivelato ai semplici, ai pastori che «senza indugiar, cercarono/ l’albergo poveretto/ que’ fortunati, e videro,/ siccome a lor fu detto/ videro in panni avvolto,/ in un presepe accolto,/ vagire il Re del Ciel». Molti non sanno che Lui è nato, allora duemila anni fa, come oggi. Non attendono la  sua venuta, non lo credono a noi contemporaneo, lo pensano una bella favola o ancor di più lo hanno cancellato dalla memoria: «Dormi, o Celeste: i popoli/ chi nato sia non sanno;/ ma il dì verrà che nobile/ retaggio tuo saranno;/ che in quell’umil riposo,/ che nella polve ascoso,/conosceranno il Re». Un giorno tutti sapranno e Lo riconosceranno.

Quest’inno risale al 1813. Vent’anni dopo, nel 1833, proprio nel giorno di Natale morirà l’amata moglie Enrichetta Blondel. Per la circostanza comporrà, incompiuto, l’inno sacro «Il Natale del 1833». La verifica della fede consiste nel riconoscere presente Cristo nelle circostanze che ci capitano, liete o drammatiche che siano. La fede illumina con un’intelligenza nuova quanto ci accade. Manzoni si trova ora ad affrontare, proprio nel giorno della nascita del Signore, la morte della persona a lui più cara, la tanto amata moglie Enrichetta Blondel, a cui deve molto anche nel suo cammino di conversione. I suoi pensieri proveranno a tradursi in parola, ma inutilmente. Entrambe le redazioni che scaturirono, quella pressoché immediata e quella redatta nel 1835, saranno incomplete.

 

 

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