altRegia di Ron Howard

Anno: 2005

Attori: Russell Crowe, Renée Zellweger

Offriamo qui alcuni spunti di riflessione per condurre un cineforum su questo meraviglioso film, ricavato da una storia vera, quella del pugile James Braddock, che vive l’esperienza della perdita di tutti i propri averi durante la Grande depressione che colpisce gli Stati Uniti e il mondo intero dal 1929 in poi. Non presentiamo la trama in modo tale che la visione possa conservare quella forte emotività che caratterizza la pellicola.

  1. 1. LA LOTTA PER UN IDEALE. Nella vita bisogna avere una ragione per cui lottare, rischiare, muoversi, vivere. Si lotta per qualcosa e per qualcuno, per un ideale, più che contro qualcosa o qualcuno. L’unica lotta contro qualcosa è quella contro il proprio male e peccato. Questa contrapposizione tra la lotta in nome di qualcosa (per amore di qualcosa) e la lotta contro qualcuno è esemplificata nel film dalle coppie pugile protagonista/l’amico che muore per gli scioperi e il pugile protagonista/ Baer che lotta contro l’avversario per far male. Infatti, il pugile padre di famiglia combatte per amore della moglie e dei figli, per portare a casa del pane. Baer, preso dalla propria forza e dal desiderio di vincere, è mosso dal proprio desiderio di affermare se stesso e distruggere l’avversario. Anche l’amico che troverà la morte negli scioperi reagisce con la violenza portando male e distruzione e, infine, trovando lui stesso la morte. Braddock afferma in una celebre scena del film: «Questa volta so per che cosa combatto».
  1. LA GRATITUDINE. Il sentimento di gratitudine è tipico di Braddock. Quando il pugile si reca dai manager per chiedere soldi, dice: «Se voi mi aiuterete, io ve ne sarò grato per sempre». Quando vince i primi incontri restituisce i soldi che gli erano stati concessi come sussidio, consapevole che forse ora qualcun altro possa essere in una condizione economica più difficile della sua. Quando gli viene chiesto perché abbia restituito i soldi, risponde: «Viviamo in un grande paese. Di recente ho un po’ di fortuna e ho pensato di restituirli». E ancora, quando ha la possibilità di combattere, dice: «Sono grato di questa opportunità. Ho tre figli e una moglie». Come cambia il nostro sguardo quando è tutto preso dallo stupore di quanto ci viene donato e offerto.
  1. IL GIUDIZIO AMOREVOLE. Quando dai un giudizio ad una persona, devi prima affermare il bene per l’altro e dell’altro. Così, Braddock quando rimprovera il figlio per il furto del salame prima gli fa capire che gli vuole bene. Solo in questo modo la persona potrà davvero capire il giudizio e mettersi in discussione.
  1. L’AMORE È APPARTENENZA. Braddock si rivolge alla moglie con queste parole: «Non posso vincere se tu non sei al mio fianco». Prima dell’ultimo combattimento, una volta che ha capito le ragioni per cui il marito combatte, ripete: «Non puoi vincere se non sono al tuo fianco. Ho capito il motivo per cui devi vincere, sei la speranza di tutti».
  1. AMORE COME APPARTENENZA AD UN POPOLO. Braddock rappresenta tutto un popolo, tutte quelle persone che vogliono riscattarsi e ripartire. Braddock simboleggia la speranza, perché è un esempio che ha ridato vita a molti.
  1. AMORE COME UNITÀ. Braddock non vuole che la sua famiglia si divida, farà di tutto per tenere con sé tutti i figli nonostante la povertà e la mancanza di soldi.
  1. LA FEDE E LA SPERANZA. Il film è attraversato dalla speranza e dalla fede cristiana. Si noti la presenza del crocefisso in diverse scene del film. La fede della moglie rimane salda anche nelle difficoltà, quando Braddock fatica a pregare. Bellissima è la scena in cui la moglie si reca in chiesa a pregare e trova lì riunite tutte le persone che sperano nella  vittoria del pugile di origine irlandese.

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