il caffè letterario PDF Stampa E-mail
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Il caffè letterario è uno spazio riservato a quei libri o a quei testi che vengono proposti a scuola alla lettura dei ragazzi una volta al mese.

La riflessione e il dibattito sull’opera in classe si concludono con un momento di convivialità. In questa rubrica verranno riproposte alcune opere che sono state spunto per il caffè letterario in questi anni.

 

 
GIORNALE METROPOLITANO. Esce il secondo volume della trilogia PDF Stampa E-mail

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GIORNALE METROPOLITANO

Davvero il Purgatorio è un’invenzione medievale, come sosteneva Le Goff? Quali testi letterari prima di Dante descrissero il viaggio nel Purgatorio? Il secondo volume della trilogia di Giovanni Fighera dedicata alla Commedia dantesca risponde a queste e ad altre domande per inoltrarsi poi in questa cantica bellissima, purtroppo non sempre apprezzata quanto l’«Inferno». Ritornano la luce, il cielo stellato, la notte a testimoniare che l’ansia di redenzione che si è manifestata nelle anime purganti anche solo per un istante in terra trova risposta nell’infinita misericordia divina. Dominano gli affetti, le amicizie, il senso della coralità e della comunità. Dante viator incontra i grandi amici già defunti, i poeti che gli sono stati maestri nell’arte della scrittura, attraversa le sette balze dei vizi capitali dovendo, infine, dire addio al maestro Virgilio e ritrovare Beatrice nel Paradiso terrestre. Nell’Eden perduto, però, le sorprese non sono finite. Il viaggio di Dante è la nostra stessa avventura della lotta quotidiana nel cammino verso la piena felicità.

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UNA MATITA NELLE MANI DI DIO PDF Stampa E-mail

Risultati immagini per caniato una matita nelle mani di Dio«Non conta quanti malati guarisci» diceva Madre Teresa di Calcutta «ma la testimonianza che dai: vedono che c’è qualcuno che si prende cura di loro ed è questo che conta». Abbiamo tutti bisogno di testimoni e di testimonianze per sostenere la nostra speranza. E Madre Teresa è stata una testimone straordinaria che il Signore ha donato al nostro tempo, un gigante nella fede e nelle opere, lei che pure era cosciente che tutto «quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano, ma se non ci fosse all’oceano mancherebbe». 

Madre Teresa era giovanissima quando sentì la chiamata. Intervistata al riguardo, rispose: «Avevo dodici anni, quando nella cerchia familiare per la prima volta desiderai di appartenere completamente a Dio. Ci pensai pregando per sei anni. […] Mi aiutò molto la Madonna […] di Montenegro». Per capire meglio si confrontò con padre Franjo. Alla domanda su come si manifestasse la vocazione personale, questi le rispose: «Lo saprai dalla tua felicità interiore. […] La profonda letizia del cuore è la bussola che indica il sentiero da seguire. Dobbiamo farlo, anche quando la strada non è chiara e il cammino disseminato di difficoltà». Non si può mentire a se stessi, al proprio cuore. Non si può mentire sulla propria felicità. Lei, che si sentiva «una matita nelle mani di Dio», lasciava che fosse Gesù a scrivere le righe più belle. Aveva da subito deciso di seguire il tesoro che aveva scoperto ed affidarsi totalmente a Lui: «Il mio segreto è Gesù, il suo grande amore per noi, la preghiera, la meditazione, l’Adorazione quotidiana di un’ora davanti all’eucaristia, i nostri voti religiosi. Il mio motto è questo: “Tutto per Gesù. Tutto a Gesù per mezzo di Maria”». 

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J. K. Rowling. L'incantatrice di 450 milioni di lettori PDF Stampa E-mail

Risultati immagini per marina lenti rowlingJ. K. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori (edizioni Ares) è la prima biografia italiana della creatrice della saga di Harry Potter. L’autrice Marina Lenti, per anni redattrice di Fantasy Magazine, ha scritto anche numerosi saggi sulla saga, tra cui L’incantesimo Harry Potter, La metafisica di Harry Potter, Harry Potter: il cibo come strumento letterario.

Personalmente ho sempre creduto al valore educativo dei romanzi della Rowling. Infatti, al di là delle piacevoli avventure fantastiche, la scrittrice non dimentica mai la realtà, il desiderio di bene dell’uomo e la fragilità che lo porta, talvolta, a scegliere per il male. Questo è lo spazio della libertà.  Al contempo, la crescita di Harry è accompagnata dalla presenza di maestri e di amici. In anteprima a Milano, presso WOW Spazio Fumetto, giovedì 1 dicembre, alle 18 Marina Lenti presenterà la biografia sulla Rowling in dialogo con Paolo Gulisano.

L’abbiamo incontrata per capire meglio il personaggio della Rowling, il famosissimo maghetto e i significati esistenziali di una storia che nasconde in realtà il mistero di ogni uomo e dell’umanità.

Lei ha scritto la prima biografia italiana della scrittrice J. K. Rowling. L’ha sottotitolata L’incantatrice di 450 milioni di lettori. Che cosa l’ha colpita di più dell’autrice?

Il percorso di vita, che sembra una lunga preparazione, attraverso la composizione di un mosaico di esperienze, alla maturazione dell'idea vincente e al contenuto stesso dei romanzi. E poi il percorso editoriale, che sembra guidato da un'invisibile mano magica in grado di correggere il tiro ogni volta che l'inesperienza dell'autrice le fa commettere qualche errore.

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I PENSIERI di Blaise Pascal: "Come se Dio esistesse: la scommessa di Pascal". PDF Stampa E-mail

Risultati immagini per pensieri di pascalEcco quanto Jean Guitton scrive su I pensieri di Blaise Pascal: «Pascal ha dato […] un esempio del suo metodo tratto dallo studio della natura umana. Consideriamo l’uomo e vediamo le spiegazioni che i saggi hanno dato di quest’essere. Gli uni ne hanno visto la grandezza, l’autonomia, la libertà, la somiglianza con Dio. E non si sbagliano in questo; ma errano quando introducono in qualche maniera un fatale non… che, proclamando o almeno supponendo che la loro osservazione esaurisca l’uomo, il quale non sarebbe che grandezza, che potenza. Della verità che possedevano hanno dunque fatto un errore portandola all’esclusione… Ma guardiamo dall’altra parte. Ecco i loro eterni avversari. Questi dicono che l’uomo è miseria, incertezza, errore, tentennamento, contraddizione, e che la saggezza non sta nel preoccuparsi o nell’indagare, ma nel gustare la vita e il pensiero così come si presentano. È Montaigne e la sua famiglia. Ah! Ma perché non si è accontentato di questa constatazione, senza spingerla all’esasperazione, sino a escludere dall’uomo ogni grandezza?» (J. Guitton, Arte nuova di pensare, edizioni paoline).

L’attenta analisi della condizione esistenziale dell’uomo, del suo bisogno di compimento e della sua tensione all’assoluto è la premessa indispensabile per poter riconoscere che l’uomo non può darsi la felicità da solo, né tantomeno salvarsi da sé. In un certo senso, solo chi riconosce di essere ammalato e di aver bisogno di aiuto può domandare al medico. Per questo Gesù afferma di non essere venuto per i sani, ma per gli ammalati. Riconoscere che la propria natura umana è bisogno di una felicità infinita è, quindi, la premessa indispensabile perché l’uomo possa seguire Cristo, quando lo si incontra. Pascal è convinto che la fede nasca da questo incontro.

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Gerolamo Fazzini La mia vita è cambiata a Medjugorje. I pellegrini raccontano PDF Stampa E-mail

altQuesto libro dà voce a una serie di testimoni, famosi e no, accomunati dall’aver vissuto a Medjugorje un’esperienza che ha segnato in modo indelebile la loro esistenza. Da tutto il mondo, e da anni, un fiume di persone accorre in Erzegovina perché sente che lì «il Cielo si è fatto più vicino alla terra». E da lì riparte, ogni volta, rinnovato nel profondo. Emozioni passeggere? Suggestione collettiva? No. Lo documentano il vaticanista Saverio Gaeta, che in Postfazione ci aggiorna sulle analisi scientifiche effettuate sui veggenti; e, più specificatamente, Luca Pesenti, sociologo dell’Università Cattolica di Milano, che, a partire da un questionario distribuito ai fedeli in viaggio per l’Erzegovina, delinea un identikit del pellegrino, il primo in assoluto del genere. Conclusioni: a Medjugorje si raduna un popolo variegato, ben diverso dagli stereotipi in circolazione.
Non meno sorprendenti sono i testimoni che prendono la parola nel volume, senza cadere in sensazionalismi: tra loro un ingegnere-imprenditore, un prete molto legato al cardinale Martini, un dentista affermato, diventato sacerdote dopo un incontro singolare proprio a Medjugorje, un bancario trasformatosi in «pellegrino di carità», un’insegnante che dedica le ferie a guidare i pellegrini per volontariato... Il fascino di Medjugorje ha conquistato anche volti noti, come il batterista Tullio De Piscopo e il medico Giorgio Calabrese, dietologo della Juventus…

Gerolamo Fazzini, giornalista e scrittore, è editorialista di Avvenire, consulente di direzione del settimanale Credere, è stato direttore editoriale del mensile del Pime Mondo e Missione.

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POESIE. OPERE OMNIA di Elena Bono PDF Stampa E-mail

altPubblicato il volume POESIE OPERA OMNIA

di Elena Bono

 

in formato e-book

con dedica di Claudia Koll

 

Edizioni Breviario

Digitale

 

POESIE OPERA

OMNIA

 

di Elena Bono

 

non vi 

accorgete

 

che a noi è richiesto più

 

che ai figli di ogni altro

 

tempo?

 

Ora bisogna ricreare il mondo

 

in ciascuno di noi

 

o finiremo

 

(da Tempo di Dio , di Elena Bono)

 

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COME MUOIONO I SANTI. CENTO RACCONTI DI RISURREZIONE PDF Stampa E-mail

altChe cos’è la perfezione di fronte alla santità?... E la santità se non la sete di tutto?... Tutto l’orgoglio è di pretendere di essere perfetto e non di volere essere santo» scrive Gilbert Cesbron (Parigi 1913-1979) in È mezzanotte, dottor Schweitzer. Per questo Charles Moeller scrive riguardo ai santi: «Una sola cosa supera l’opera di Dante (cioè la Divina Commedia), la santità vissuta su questa terra. Allora il Paradiso celeste si incarna fin da quaggiù. Il suo candore squarcia un poco le nebbie della nostra valle. Cantare non è nulla, vivere è meglio». 

Moeller aggiunge: «Apri gli occhi. Guarda i santi. Vi vedrai il Cristo, l’Uomo nuovo». L’uomo che vive e che guarda rimane colpito dall’incontro con i santi che percorrono i sentieri di questa nostra terra. Infatti, il volto buono, bello e misericordioso del Mistero che opera in mezzo a noi si legge già nella vita di tanti santi che fanno meraviglie.  Per questa ragione la pedagogia della Chiesa insiste da sempre sul volto dei santi, ce li sottopone quotidianamente all’attenzione, come già la Didakè nei primi secoli ricorda: «Guardate ogni giorno il volto dei santi, traete conforto dai loro discorsi».

Sacerdote e teologo, fondatore del «Movimento Ecclesiale Carmelitano», padre Antonio Sicari (1943) ha divulgato la vita di molti santi attraverso la celebre collana di Ritratti di Santi. Ha messo in luce le loro caratteristiche, quelle precedenti alla conversione radicale all’amore per Cristo, quegli aspetti della loro persona che sono stati trasfigurati dall’incontro con Gesù. Infatti, Dio «quando ci impegna per la sua lotta, ci prende come siamo tutti interi: il buono e il cattivo. Se metti un ceppo al fuoco, tutto brucia: anche i vermi che lo divorano» (È mezzanotte, dottor Schweitzer). Ora, in una sorprendente ed efficacissima sintesi, ci propone una scelta di cento santi, presentati tutti nel momento in cui si appropinquano all’incontro con l’amato Gesù nel passaggio da questa vita a quell’altra che durerà per l’eternità. La raccolta prende il nome Come muoiono i santi. Cento racconti di risurrezione (Ares edizioni, euro 12,90). 

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Eugenio Corti- Io ritornerò PDF Stampa E-mail

altIn una intervista rilasciata a Renato Farina poco prima di morire Eugenio Corti rivelava che la sua vocazione di scrittore era nata quando era ancora ragazzino, incontrando la grande epopea dell’Odissea, poema in cui Omero era riuscito a trasformare in bellezza ciò di cui trattava. «Da grande» si era ripromesso il piccolo Corti «anch’io farò lo stesso». Era una chiamata a trasmettere la grandezza della vita, a rendere gloria a Dio per il dono del creato, conscio che non c’è circostanza dell’esistenza a cui non siamo chiamati, non c’è nulla che non abbia senso. Se ogni circostanza ha senso, allora ogni momento ci chiama ad un compito e ad una responsabilità.

            In partenza per il fronte russo (9 giugno 1942), Corti scrive alla famiglia: «Mamma e papà carissimi, questa mia vi giungerà che io sarò in viaggio per il Fronte russo. Ve la scrivo perché voglio che sappiate con quali sentimenti io parto. Vedo questa mia partenza per la guerra, come tutte le altre cose che capitano nella vita, inquadrata nei piani superiori della Provvidenza. Anzitutto per quanto riguarda me nelle mie relazioni con tutta l’umanità: non è giusto, vi pare, che mentre tutti i giovani della mia età, di quasi tutte le nazioni, sono coinvolti in questa grande prova, io ne rimanga fuori. Ma c’è di più: domani a questa guerra, come a tutte le guerre, seguiranno rivolgimenti e contrasti. Io non vorrò restarmene neghittosamente fuori: parteciperò anch’io in favore della Religione, della Famiglia, dello Spirito, di tutte quelle cose insomma in cui voi m’avete educato e nelle quali fermamente credo». La preoccupazione principale di Corti è che papà e mamma possano essere angustiati per lui. Per il resto Corti parte sereno con una certezza: «Ciò che viene dalle mani di Dio dà sempre gioia. Vorrei che anche voi riusciste a pensarla come me. E ricordatevi: tornerò. Da quanto vi ho detto prima è chiaro che devo tornare […]. Sento che Dio mi guida per una strada che Lui solo conosce, ma che è ancora lunga. Il fatto che io sia, pur frequentando legge, di artiglieria, serve pure a comprovare questa mia sensazione».

           

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"Un paese fondato sulla bellezza", saggio di Casalini PDF Stampa E-mail

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di DOMENICO BONVEGNA

Dopo qualche settimana di pausa riprendo a scrivere, sempre consapevole di essere uno scrittore dilettante e che probabilmente i miei eventuali lettori non aspettano il mio contributo per essere informati, tanto meno formati. Ho appena finito di leggere un agile volumetto scritto molto bene dal giornalista Emilio Casalini, “Fondata sulla bellezza. Come far conoscere l'Italia a partire dalla sua vera ricchezza”, pubblicato da Sperling & Kupfer. Da quando ho letto il bellissimo testo di Giovanni Fighera, “La bellezza salverà il mondo”, edito da Ares, mi sono convinto che attraverso l'arte, la storia e la cultura potremmo forse salvare anche il nostro Paese. Anche perchè riscoprendo la bellezza del nostro patrimonio artistico, che rispecchia quasi totalmente il cristianesimo, forse potremmo arrivare a riscoprire anche la nostra identità cristiana, visto che “non possiamo non dirci cristiani”, come scriveva Benedetto Croce.

Anche Casalini, giornalista di Report, parte da questa idea e cerca di convincere il lettore che in Italia, nonostante la crisi, si potrebbe vivere di turismo, sfruttando per bene il nostro grande patrimonio artistico, culturale e storico che possediamo.“Potremmo vivere della bellezza che abbiamo”, afferma Casalini, per convincerci ha studiato il problema, leggendo montagne di documenti, parlando con esperti, analizzando le criticità e proponendo delle soluzioni.

Ne è nato un testo, che io ho trovato nella solita libreria dei navigli milanesi, che affronta questo mare magnum in ottica trasversale, cercando di unire non in un calderone, ma in una fascina, i vari elementi critici: dal sistema di accoglienza alla governance, dal rapporto con i cinesi ai passaggi pedonali di Roma, musei, segnaletiche stradali in giro per l’Italia, comunicazione digitale.
Il testo di Casalini pone domande e tante questioni, la più importante è quella quando auspica una nuova identità, fondata sulla bellezza. Al punto cheparadossalmente sogna sul passaporto italiano come “segni particolari”, una sola parola: bellezza.Ogni popolo ha la sua identità, noi no.“Gli italiani e l'Italia viaggiano su due binari paralleli: la nostra realtà sembra dissociata dalla nostra terra e dalla nostra storia”. Casalini auspica un cambio di passo, una rivoluzione, che dovrebbe coinvolgere tutti, in una visione condivisa,“in un progetto finalizzato anche alla creazione di una propria identità di popolo, un'identità di cui essere fieri e che ci renda riconoscibili nel contesto internazionale”. E’ un percorso aperto, da condividere. Lungo e complesso.

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