scuola-shutterstock_146100773Mentre tutti i riflettori sono puntati sull’attuazione della Buona scuola di Renzi che si concretizza al momento soprattutto con il piano delle assunzioni in ruolo e i nuovi poteri del Preside, vorrei sottoporre qualche riflessione all’attenzione di tutti quanti avranno a che fare con la scuola, in qualità di insegnanti, direttori, studenti o genitori. Mi auguro che possano essere un utile spunto per aprire un dibattito sulla scuola anche dal punto di vista culturale, educativo e umano.

OCCORRE UN LUOGO DOVE PORRE LE DOMANDE

Il ragazzo deve poter fare esperienza che la scuola è bella e che è una grande opportunità per sé, per crescere, per conoscersi, per scoprire la realtà e per scoprire se stessi e i propri talenti. Conoscere è un’esigenza naturale dell’uomo. Nel contempo, la possibilità che hanno i giovani di oggi di proseguire gli studi è una grazia, un dono, che i ragazzi non sentono più come tale. Percepiscono spesso questa opportunità come un peso, una fatica, un sacrificio da cui evadere prima possibile, magari nello sballo dei week end. Immaginiamoci come sarebbe diversa l’avventura scolastica se gli insegnanti si richiamassero a vivere ogni ora di lezione come se fosse la prima, con lo stesso entusiasmo e la stessa carica piena di gioventù e gli studenti percepissero il dono dell’apprendimento come se avessero ottenuto la conquista di andare a scuola per la prima volta.

           

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