Risultati immagini per giovanni fighera tre giorni all'infernoIL LIBRO – Davvero il Purgatorio è un’invenzione medievale, come sosteneva Le Goff? Quali testi letterari prima di Dante descrissero il viaggio nel Purgatorio? Il secondo volume della trilogia di Giovanni Fighera dedicata alla Commedia dantesca risponde a queste e ad altre domande per inoltrarsi poi in questa cantica bellissima, purtroppo non sempre apprezzata quanto l’Inferno. Ritornano la luce, il cielo stellato, la notte a testimoniare che l’ansia di redenzione che si è manifestata nelle anime purganti anche solo per un istante in terra trova risposta nell’infinita misericordia divina. Dominano gli affetti, le amicizie, il senso della coralità e della comunità. Dante viator incontra i grandi amici già defunti, i poeti che gli sono stati maestri nell’arte della scrittura, attraversa le sette balze dei vizi capitali dovendo, infine, dire addio al maestro Virgilio e ritrovare Beatrice nel Paradiso terrestre. Nell’Eden perduto, però, le sorprese non sono finite. Il viaggio di Dante è la nostra stessa avventura della lotta quotidiana nel cammino verso la piena felicità.

  DAL TESTO – “L’impostazione morale che presiede il Purgatorio è mutuata dal sistema morale tomista, per cui l’amore può sbagliare per «malo obbietto» (amore per il male del prossimo), «per poco vigore» (insufficiente intensità dell’amore vero, Dio) o «per troppo vigore» (amore per i beni terreni oltre il giusto limite). Il vizio è il peccato riasserito e diventato abitudine, per cui la persona perde anche la consapevolezza della colpa per l’abitudine acquisita. Ciascun lettore può incorrere nei vizi capitali ed è bene che, come Dante, si purifichi finché è in vita. La lettura della seconda cantica è, dunque, l’avventura della lotta quotidiana dell’uomo contro il proprio male nell’affermazione dell’amore a Cristo.
  “Ogniqualvolta Dante supererà una balza, l’angelo che la custodisce gli cancellerà la lettera dalla fronte. Così accadrà finché il poeta non giungerà nel Paradiso terrestre, quell’Eden che si trova sulla sommità della montagna.”

 

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