altLa vita

Angelo Gatti (1875-1948) fu ufficiale di Stato maggiore sotto il comando del generale Cadorna, che affidò a lui, che era dotato di un notevole talento di scrittura, l’incarico di raccontare le vicende storiche e militari. Fu così che Gatti ci lasciò il diario di guerra di Caporetto (maggio-dicembre 1917) che venne pubblicato per la prima volta solo nel 1964. «Il minuzioso resoconto di Angelo Gatti sugli eventi del 1917 si presentò pertanto come una preziosa offerta documentaria, atta ad agevolare, per la credibilità del suo autore e per la ricchezza delle notizie, le ricerche sulle cause e sugli sviluppi della sconfitta di Caporetto. […] Le pagine di Gatti rivelavano con particolari inediti episodi di fucilazioni sommarie […] confermando con elementi di prima mano il giudizio già espresso da una parte della storiografia circa lo sproporzionato sacrificio di sangue rispetto agli obiettivi perseguiti e circa il grave malcontento dei soldati» (Alberto Monticone).

Una volta finita la guerra, Gatti si sposò con Emilia Castoldi, lasciò l’esercito e si dedicò alla letteratura, seguendo una collana di diari e di resoconti di guerra per la casa editrice Mondadori. Nel 1927 il felice matrimonio fu, però, segnato dalla morte della moglie. Lo scrittore convogliò i suoi interessi sulla narrativa e nacquero, tra le altre opere, Ilia e Alberto (1939), Il mercante di sole (1942), L’ombra della terra (1945).

 

 

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