Ciò che è stato sarà

 

e ciò che si è fatto si rifarà;

non c’è niente di nuovo sotto il sole…

Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho compreso che anche questo è un inseguire il vento, perché

molta sapienza, molto affanno;

chi accresce il sapere, aumenta il dolore”.

(Qoèlet, I, 2-4, 9-10, 17-18)

 

 

 

Nell’analisi e nella presentazione della vita dell’uomo ci sono sorprendenti analogie.

 

“Quando mi sono applicato a conoscere la sapienza e a considerare l’affannarsi che si fa sulla terra – poiché l’uomo non conosce riposo né giorno né notte – allora ho osservato tutta l’opera di Dio, e che l’uomo non può scoprire la ragione di quanto si compie sotto il sole; per quanto si affatichi a cercare, non può scoprirla. Anche se un saggio  dicesse di conoscerla, nessuno potrebbe trovarla”. (Qoèlet 8, 16-17)

 

 

Certo, il libro di Qoèlet fornisce anche una risposta:

 

“Vanità delle vanità, dice Qoèlet

e tutto è vanità…

Conclusione del discorso, dopo che si è ascoltato ogni cosa: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo per l’uomo è tutto. Infatti, Dio citerà in giudizio ogni azione, tutto ciò che è occulto, bene o male”.(Qoèlet 12, 8; 13-14)

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