Fermarsi all’illusione, all’apparenza, non voler andare oltre e desiderare poco è una rinuncia al proprio bene come ben sottolinea Leopardi in una stupenda operetta morale, “Il dialogo di Malambruno e di Farfarello”, una sorta di  Faust in formato tascabile, di lettura rapida ma non meno penetrante.

Il protagonista invoca addirittura le potenze del male perché vuole essere felice. Farfarello, piccolo demone, non  può rispondere all’annoso problema di Malambruno; neanche i demoni più potenti potrebbero. Allora Malambruno chiede  che gli venga tolta l’infelicità; ma anche questo è impossibile, a meno che, risponde Farfarello, egli non smetta di volersi bene, cioè di desiderare una felicità piena. Sentiamo il dialogo incalzante direttamente da Leopardi:

 

“Malambruno- Fammi felice per un momento di tempo.

Farfarello- Non posso.

Malambruno- Come non puoi?

Farfarello- Ti giuro in coscienza che non posso.

Malambruno- In coscienza di demonio da bene.

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